Per le attività da cui derivano acque reflue con caratteristiche assimilabili a quelle domestiche, risulta possibile procedere alla comunicazione/richiesta di assimilazione ad acque reflue domestiche.

Si ritiene opportuno schematizzare di seguito le differenti di casistiche che potrebbero presentarsi:

  • Se le acque reflue derivano da attività di cui all’allegato “A” al R.R. n.3/2006, queste sono dichiarate domestiche per legge, quindi non risulta necessario inoltrare alcuna comunicazione/richiesta di assimilazione, “in quanto derivanti da attività riconducibili per loro natura a quelle domestiche e/o al metabolismo umano”.
  • Se le acque reflue derivano da attività di cui all'art.101, comma 7, del D.Lgs. 152/06 , sono dichiarate assimilate alle domestiche per legge, quindi il titolare dell'attività da cui si origina lo scarico dovrà presentare comunicazione di assimilazione. In questi casi l'Ufficio d'Ambito rilascerà una presa d'atto delle comunicazioni inoltrate dal titolare dell'attività produttiva, da esibire in caso di controllo da parte dell'Autorità competente.
  • Se le acque reflue ricadono nel caso previsto dall’art. 5, comma 2 del R.R. n.3/2006 ovvero il contenuto inquinante delle stesse sia esprimibile, prima di ogni trattamento depurativo, mediante i parametri della tabella 1 dell'Allegato B al RR 03/06 e risulti inferiore ai corrispondenti valori limite, possono essere dichiarate assimilate alle domestiche dall'Ufficio d'Ambito. In questo caso il titolare dell'attività da cui si origina lo scarico dovrà presentare richiesta di assimilazione corredata da certificato analitico che dimostri il rispetto dei valori limite previsti dalla tabella 1 dell'Allegato B. L'Ufficio d'Ambito rilascerà la dichiarazione di assimilazione, da esibire in caso di controllo da parte dell'Autorità competente.
  • Se le acque reflue derivano da attività che presentano un consumo d’acqua medio giornaliero inferiore ai 20 mc e sono comprese nell’elenco approvato dall’Ufficio d’Ambito di Como con il Regolamento di Assimilazione, ai sensi dell’art. 5, comma 4 del R.R. n.3/2006, queste possono essere dichiarate assimilate alle domestiche dall'Ufficio d'Ambito. In questo caso il titolare dell'attività da cui si origina lo scarico dovrà presentare richiesta di assimilazione. L'Ufficio d'Ambito rilascerà la dichiarazione di assimilazione, da esibire in caso di controllo da parte dell'Autorità competente.

Nei rimanenti casi, il titolare dell'attività che origina lo scarico dovrà richiedere autorizzazione allo scarico in fognatura secondo la normativa vigente.

L'Ufficio d'Ambito al fine di individuare le tipologie di attività aventi un consumo d’acqua medio giornaliero inferiore a 20 mc, da cui possono derivare acque reflue assimilate alle acque reflue domestiche, ha approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione n. 21/2017 del 18/4/2017 il nuovo Regolamento di Assimilazione delle acque reflue alle acque reflue domestiche scaricabile dal seguente link.

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