Criteri per l’individuazione degli agglomerati

La prima individuazione degli agglomerati è stata avviata nel corso del 2007, col supporto delle strutture regionali nell'ambito delle attività dell'ATO PILOTA, partendo proprio dalla definizione prevista dalla normativa (agglomerato: “area in cui la popolazione, ovvero le attività produttive, sono concentrate in misura tale da  rendere  ammissibile, sia tecnicamente che economicamente in  rapporto  anche  ai  benefici ambientali conseguibili, la raccolta e il convogliamento delle  acque reflue urbane verso un sistema di trattamento o  verso  un  punto di recapito finale” - D.Lgs. n. 152/2006, art. 74, comma 1, lettera n).

Di seguito si riporta il metodo utilizzato per la prima definizione degli agglomerati, approvato formalmente con Delibera n. 11 del 27.12.2010 dell’Assemblea del Consorzio dell’AATO della provincia di Como, e della successiva fase di verifica e aggiornamento.

La prima individuazione cartografica di massima è stata fatta analizzando la tipologia di località delle sezioni di Censimento ISTAT georeferenziate, in base alle quali è stato possibile suddividere il territorio dell’Ambito come di seguito specificato:

 

Descrizione Codice Località
Centro abitato 1
Nucleo abitato 2
Località produttiva 3
Case sparse 4

 

Sulla base delle indicazioni regionali, le località aventi codice 1, 2 e 3 hanno costituito l’origine per la definizione grafica degli agglomerati, andata poi ad affinarsi sovrapponendo gli strati informativi relativi alle infrastrutture presenti e previste.

Inoltre, a titolo cautelativo, nel calcolo del carico generato sono stati considerati anche i dati associati a isole di censimento di tipo 4 anche solo parzialmente interessate dalla presenza di reti fognarie.

L’individuazione degli agglomerati, secondo la metodologia proposta da R.L., presentava delle difficoltà nel quantificare gli effettivi AE generati dal comparto industriale, che risultavano in difetto rispetto ai dati disponibili sul territorio. Allo scopo di non sottovalutare tale componente si è assunto come valore di AE quello di maggiore entità espresso negli atti autorizzativi rilasciati dalla provincia per gli scarichi in ambiente degli impianti di depurazione.

Con apposita Delibera n. 11 del 27.12.2010 l’Assemblea del Consorzio dell’AATO della provincia di Como ha formalmente individuato gli agglomerati.

Contestualmente all’individuazione degli agglomerati, la citata Delibera n. 11/2010 ha previsto la possibilità per i Comuni e i Gestori di presentare osservazioni in ordine alla mera individuazione grafica.

Per tali osservazioni è prevista una valutazione in sede tecnica e un successivo passaggio formale in Consiglio di Amministrazione dell’AATO.

In tale contesto, l’Ufficio d’Ambito ha avviato coi Gestori e i Comuni un percorso funzionale alla verifica e all’aggiornamento in continuo della perimetrazione degli agglomerati, al fine di valutare l’ampliamento dei confini dell’agglomerato (per previsioni dei nuovi PGT, estensioni/presenza di reti fognarie inizialmente non note,...) e/o lo stralcio di aree (p.e.: non fattibilità tecnico/economica/ambientale delle infrastrutture fognarie; isola di censimento ISTAT comprende aree non urbanizzate e con vincoli urbanistici – inedificabilità, tutela paesistica,…).

Dal 2011 l’Ufficio d’Ambito di Como si è confrontato con 118 Comuni sui 154 ad oggi esistenti, mentre il CdA ha formalmente accolto le osservazioni presentate da 45 Comuni, previa la citata verifica tecnica fatta dagli uffici.

Nel corso del 2015 si intende avviare l’aggiornamento e il ricalcolo del carico generato negli agglomerati, attuando pienamente la direttiva agglomerati di Regione Lombardia.

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